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2010: arriva il sistema operativo Google
E così, Google si fa paladino di un progetto open source, preoccupante e tremendamente serio, destinato inizialmente ai netbook, ovvero alle colonne portanti dell'intero mercato informatico. Dove prima c'era solo Linux come alternativa, a partire dal 2010 ci sarà anche Google Chrome Operating System. Del resto, come viene spiegato sul blog di Google "i sistemi operativi che fanno funzionare i browser sono stati progettati in un'epoca in cui il Web non esisteva". Concettualmente non fa una piega.
Come reagirà Microsoft a questo ennesimo attacco? Noi crediamo fondamentalmente attraverso il suo nuovo sistema operativo Windows 7: l'OS di Google non dovrà vedersela con l'anziano XP e nemmeno con l'impacciato pachiderma Vista, ma col suo legittimo e agguerrito successore (dal 22 ottobre), in grado di girare anche su macchine meno performanti. Il guanto di sfida è stato lanciato, staremo a vedere.
Se sarà (sana) concorrenza, a guadagnarci potremmo però essere proprio noi, gli utilizzatori.
Ubuntu cento volte più facile
Tra i compiti del nuovo progetto vi sarà quello di raccogliere e organizzare le risorse necessarie a correggere i bug, valutare e pubblicizzare i benefici portati dalle modifiche, nonché tracciare l'impatto che queste correzioni avranno nelle successive versioni del sistema operativo.
Affinché l'iniziativa abbia successo, Canonical afferma che sarà di cruciale importanza l'aiuto della comunità di utenti: ciò non solo in termini di forza lavoro, ma anche per portare alla luce quei difetti o lacune che gli sviluppatori tendono generalmente a ignorare o sottovalutare. Tali bug si possono celare nel file manager, nei menù di sistema o nel modo in cui Ubuntu notifica certe informazioni all'utente.
Ars technica ricorda come lo scorso anno, in seno ad un progetto di più ampio respiro chiamato Ayatana, Canonical abbia costituito un team di designer professionisti con lo scopo di migliorare l'usabilità generale di Ubuntu. L'iniziativa One Hundred Paper Cuts sarebbe dunque figlia di tale progetto, così come lo è stato in precedenza il nuovo sistema per le notifiche di sistema introdotto in Ubuntu 9.04.
One Hundred Paper Cuts spera di scovare e risolvere cento difetti nell'usabilità di Ubuntu in tempo per il rilascio della prossima release della distribuzione, la 9.10.
SATA 3.0 strizza l'occhio agli SSD
Almeno sulla carta, SATA 6 Gbps fornisce una velocità di trasferimento dei dati due volte superiore a quella della precedente specifica SATA 2.0. Sebbene oggi, anche con gli hard disk e gli SSD più veloci, sia molto difficile arrivare a saturare la banda di SATA 2.0, si è ormai molto vicini al limite: sul mercato enterprise, ad esempio, sono già disponibili SSD capaci di fornire un transfer rate sostenuto non molto lontano dai 3 Gbps.
Il raddoppio della banda passante rende inoltre lo standard SATA più appetibile in campo enterprise, specie come alternativa economica a SAS nei sistemi RAID. Non ci si aspettano invece miglioramenti nei comuni personal computer, i cui hard disk normalmente non sono in grado di impensierire neppure l'interfaccia SATA di prima generazione.
Come si è detto, la nuova specifica SATA non si limita a innalzare il transfer rate: tra le funzionalità migliorate c'è la tecnologia native command queuing (NCQ), ora capace di ottimizzare lo streaming di flussi video; il supporto alla gestione dei consumi, e l'introduzione di un nuovo connettore di tipo Low Insertion Force (LIF) per i dispositivi di storage da 1,8 pollici.
I primi prodotti basati sulla nuova specifica saranno probabilmente già annunciati in occasione dell'imminente Computex 2009, a Taiwan, ma l'effettiva disponibilità sul mercato non è attesa prima del tardo autunno.
Windows Xp non scomparirà
Questo almeno fino all’uscita ufficiale di Windows 7.
Dunque quella che sembrava una morte certa si sta in realtà rivelando una sorta di sistema operativo intramontabile tanto che, di volta in volta, la sua esistenza sembra essere prolungata in avanti allontanando sempre più la fine di questo sistema.
Detto questo cerchiamo di capire quelle che sono le certezze (almeno in parte).
Sicuramente Windows Xp non tramonterà per tutto il 2010, e c’è chi prevede che durerà ancora oltre dato che sia Vista, giudicata troppo pesante, sia Windows 7, più adatto ma non ancora pronto, non possono ancora sostituire il sistema operativo Xp sui notebook.
Sicuramente una bella notizia per tutti gli affezionati di Windows XP (e sono molti).
Una nota a margine di questa notizia è sicuramente la riprova che il sistema operativo Windows XP, soprattutto dopo il service pack 2 e il service pack 3, si è rivelato il miglior sistema operativo di casa Microsoft e sicuramente milioni di utenti continueranno a utilizzarlo ancora per molti anni a dispetto del cugino Windows Vista, già catalogato come una cocente delusione, ma anche del futuro Windows 7 nato dalle ceneri di Vista.
Staremo a vedere cosa succederà nel tempo.